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Il lago di Garda

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Il lago di Garda è uno dei grandi laghi subalpini, il maggiore bacino lacustre d'Italia.
E' a soli 65 m. sul mare e copre una superficie di 369,98 kmq. È costituito da una parte meridionale molto larga (dai 12 ai 17,5 km.) e da una parte settentrionale stretta (fino a km. 2,25 sotto Pregàsina) e allungata, chiusa a ovest da una serie di rilievi che non raggiungono i 2000 m., i quali separano il Garda da alcune piccole valli ad esso confluenti e dalla Valle Giudicaria, e chiusa ad est dallo Stivo (2044 m.) e dalla compatta catena di Monte Baldo (M. Altissimo, 2070 m.; Cima Val Dritta, 2218 m.; M. Maggiore, 2200 m.), che lo dividono dalla Val Lagarina (Adige). La parte meridionale del Garda è cinta a sud da una serie di colli, alti al massimo 367 m., i quali costituiscono il cosiddetto anfiteatro morenico benacense, che forma un arco lungo un centinaio di km.
Le dimensioni massime del lago sono: lunghezza km. 51,5; larghezza massima km. 17,5 mentre il perimetro è di 162 km.

Il bacino imbrifero del lago è relativamente piccolo (3326 kmq.). Il Sarca è l'immissario principale, formatosi nel gruppo granitico dell'Adamello a circa 3300 m.; esso ha la sua foce all'estremo nord del lago, un poco a occidente di Tòrbole. Emissario del Garda è il Mincio, che ne esce a Peschiera.

Alcune foto del lago di Garda

La conformazione del bacino lacustre del Garda è spiegata dalla sua genesi. Esso occupa il fondo di un solco vallivo longitudinale, dovuto, sembra, all'erosione fluviale. Prima dell'epoca glaciale, le condizioni morfologiche di questo solco vallivo, scavato probabilmente durante il Pliocene o forse anche in un periodo anteriore, erano ben diverse da quelle attuali; durante l'epoca glaciale fu occupato da un grande ghiacciaio che si spingeva fino alla pianura padana, sul margine della quale depositò l'anfiteatro morenico che ora chiude il lago a mezzodì, e nel quale si possono distinguere morene di due periodi, con caratteri morfologici e topografici differenti: una fascia esterna (cioè più avanzata) e più consunta, che si deve a un' espansione glaciale più antica (rissiana), e una fascia interna più recente (glaciazione würmiana). Tra i vari cordoni morenici si trovano tuttora alcuni laghetti, ridotti in parte a torbiere. Le morene, che sbarrarono il solco vallivo al ritiro del ghiacciaio, determinarono la formazione del lago; la sovraescavazione del fondo di questo è dovuta tuttavia all'erosione glaciale. Un tempo il lago di Garda si estendeva più a nord di quanto si estende ora: le alluvioni del Sarca ne colmarono poi a poco a poco l'estrema parte settentrionale, dando origine alla pianura di Arco e circondando con la terraferma il caratteristico Monte Brione, che si eleva a 377 m. tra Riva e Torbole e che formava già un'isola. Di isole ve ne sono ora quattro, nel Garda: tutte piccole e basse.

Il clima della regione benacense è assai dolce; la temperatura media annuale delle località situate sulle rive del lago è dappertutto superiore ai 12°; la media di gennaio si aggira sui 2-3° e quella del luglio sui 23-25°. Questo clima eccezionalmente mite si deve specialmente all'influsso mitigatore della grande massa delle acque del lago (50.346 milioni di mc.; profondità media, 136 m.), che hanno sempre e a qualsiasi profondità temperature relativamente assai elevate.

Le precipitazioni sono abbondanti e prevalgono nei mesi autunnali. La neve è molto rara nelle parti basse intorno al lago, e rare sono pure le nebbie. Oltre all'influsso delle acque, a rendere mite il clima contribuisce la posizione del bacino, che si apre verso mezzodì ed è riparato dai venti freddi settentrionali dai monti che lo cingono.

Date le condizioni climatiche, la vegetazione sia spontanea sia coltivata della regione benacense è di tipo mediterraneo: sulle rive del Garda, infatti, possono vegetare olivi e agrumi, cipressi, magnolie, oleandri, camelie, lauri, agavi e palme. Così assai diffuse vi sono alcune colture meridionali, quali quella degli olivi e quella degli agrumi, coltivati a gradinata entro caratteristiche serre (limoniere) che dànno un aspetto peculiare al paesaggio.

lago di garda Le acque del lago sono assai favorevoli alla pesca, che è una delle maggiori risorse di alcuni paesi rivieraschi: carpioni, trote, anguille, lucci, sardelle, tinche, ecc., vengono pescati in quantità superiore alla richiesta locale e ampiamente esportati.

La mitezza del clima e la bellezza del paesaggio, in alcune parti veramente grandioso, hanno fatto sviluppare poi, lungo tutte le sponde l'industria del turismo. Nella sponda veronese turisticamente importanti, salendo da sud a nord, sono Peschiera del garda, Lazise, Bardolino, Garda, Torri del Benaco, Brenzone e Malcesine, dove si possono trovare spiagge attrezzate ad accogliere il turista.