Informativa breve sull'uso di cookie ai sensi del provv. n.229/2014 Garante Privacy. Questo sito usa i cookie per offrirti una migliore esperienza. Leggi l'Informativa sulla Privacy e l'uso dei Cookie. Alcuni servizi esterni (Google, Facebook, Vimeo, Youtube…), se presenti in questo sito, potrebbero utilizzare cookie di profilazione. Se vuoi, puoi bloccarli, modificando le tue Impostazioni Cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
Accetto Cookie Policy

Lazise

Ambrogio Youneed
300x250_Vacanze
COMPRA I MIGLIORI OCCHIALI DA SOLE FIRMATI AL MONDO
VHA 2015 300x250
Euronics Acquista Online - Offerte Imperdibili
Generico Image Banner 300 x 250

Un pò di storia
La storia di Lazise prende inizio in epoca preistorica. Ritrovamenti di villaggi palafitticoli lungo le rive del lago e nella frazione di Pacengo (località Bor) interessano gli ultimi anni del 1800, e testimoniano un insediamento umano lontano nel tempo.
Non si hanno notizie sicure circa il periodo romano, ma la posizione del paese e diverse testimonianze ritrovate nei comuni limitrofi fanno ipotizzare ad una presenza sul territorio anche in tale epoca.

I primi documenti che confermano l’esistenza di una comunità lacustre importante sono altomedievali: si tratta di alcuni diplomi canonicati, che parlano di terreni donati al monastero di San Zeno a Verona, posti tra Lazise e Colà, e di un diploma imperiale, alla firma di Ottone II (983), che concede agli originari di Lazise diritti di commercio, ripatica (tassa per l'uso della riva di fiumi o di laghi, per l'attracco di natanti o per operazioni di sbarco, in uso nel Medioevo), e pesca, ma soprattutto la completa autonomia civica. Realtà, questa, che rende Lazise il primo comune d'Italia.
A questo periodo è possibile far risalire la costruzione della prima cerchia difensiva, la cui unica testimonianza è data dalla Torre campanaria (oggi cappella funeraria privata), innalzata nell’odierno cimitero. Nel 1077 un altro imperatore – Enrico IV – concesse la costruzione del castello e la completa fortificazione del borgo con una cinta muraria: sistema difensivo che sarà ampliato e restaurato dagli Scaligeri (testimone ne è la targa sulla Porta civica detta di Cansignorio), e successivamente dai Visconti, quando il comune entrò a far parte della Gardesana (detta in periodo veneziano dell’Acqua), una sorta di protettorato che comprendeva altri comuni lacustri, come Malcesine, Torri del Benaco e Garda.

Alcune foto di Lazise

Nel 1405, a seguito delle guerra per la conquista del territorio veronese tra Venezia e i Carraresi, Lazise seguì il destino di Verona e, dopo un breve conflitto, si arrese alla Serenissima, che lo rese centro primario per i traffici e il controllo del Lago.

All’epoca rinascimentale risale il Tezone, oggi scomparso, per la produzione del salnitro, e la Dogana, ancora visibile a fianco del porto vecchio. Proprio per la sua importanza commerciale, Lazise si trovò al centro degli scontri tra la Serenissima e la Lega di Cambray (1509), momento in cui può risalire l’affondamento, da parte dei veneziani, di alcune navi della flotta militare di fronte al porto del comune. Successivamente fu saccheggiata dai lanzichenecchi, scesi per la guerra tra Carlo V e Francesco I per il ducato di Milano.

Nel ‘600 iniziò un periodo di calma e pace, che favorì la crescita economica e sociale di Lazise. Con la discesa dei francesi in Italia e la guerra con Venezia, Lazise venne occupata dalle truppe napoleoniche, che stabilirono un comando militare. In seguito il territorio di Lazise si trovò sul confine tra i due imperi (Austria e Francia), per poi essere annesso prima al Regno d’Italia (1805) e poi, con la restaurazione, al Regno Lombardo–Veneto (1815).

Solo nel 1962 fu possibile individuare la posizione corretta delle navi affondate nel 1509 e procedere al loro recupero. Già da tempo si rinvenivano nei reoni da fondo (reti per la pesca a strascico da fondo), strutture o materiale appartenenti alle navi e testimonianze mute della loro esistenza.
L’équipe di sommozzatori, capitanata dal professor Zorzi lavorò per cinque anni alla pulizia e al rilievo dell’unica nave rimasta (la galea), che risultò essere lunga trenta metri e larga sei, con un albero a vela e posta ad un centinaio di metri al largo dell’imboccatura del porto vecchio. furono recuperate anche le due ancore dell’imbarcazione, nonché altro materiale relativo alle vele.
Durante la Prima e della Seconda Guerra d’Indipendenza Lazise si trovò al centro di una serie di episodi, vista al sua vicinanza con Peschiera – allora città-fortezza austriaca - per entrare, nel 1866, tramite plebiscito popolare, nel Regno d’Italia. Le vicende storiche da quel momento in poi sono molto più silenziose. E’ interessante la trasformazione che prende avvio agli inizi del ‘900, che porta il comune a diventare un importante centro di turismo ad iniziare alla fine degli anni cinquanta.
Luoghi da visitare
Edifici storici - ville romantiche - corti
Il Castello Scaligero e le mura medioevali con le tre porte di transito: Porta San Zeno rivolta ad est e le due porte militari poste sul lato nord (Cansignorio) e sul lato sud (Porta del Lion). La Dogana veneta, simbolo dell’importanza commerciale di Lazise. La chiesetta del XII secolo dedicata a San Nicolò, ricca di affreschi medioevali. Il territorio comunale è ricco di ville rinascimentali (Ville Moscardo e Da Sacco a Colà, villa De Beni a Pacengo) e ville romantiche dell’Ottocento (ville Buri, Pergolana, Bagatta, Bottona a Lazise, villa Alberti a Pacengo, ville Fumanelli e dei Cedri a Colà).
Il territorio è ricco di questi esempi; a Palù dei Mori, la villa che fu degli Spolverini, ha come nucleo originario una torre colombara, così nella vicina Montinghel, la villa Brenzoni ora Zanetti, conserva una bella torre cinquecentesca. Tipologie analoghe si trovano nelle corti padronali di Saline, Praia, Colombara Tevoi, Donzella. Anche a Pacengo, il nucleo nella corte di Fontanafredda, il nucleo originario è costituito dalla torre colombara che domina l’intero complesso.
La stessa denominazione “Fontanafredda” ci rimanda ad un elemento essenziale delle ville venete; esse venivano infatti edificate nella vicinanza di corsi d’acqua o risorgive che garantivano la salubrità dei luoghi e l’irrigazione dei campi. Si accede alla corte di Pacengo attraverso un arco a tutto sesto in cotto; addossata alla colombara, sorge la dimora padronale: un edificio a due piani con ampio sottotetto che nella copertura a due falde e in alcuni elementi lapidei, rimanda a tipologie edilizie del XV secolo. Elemento di spicco è l’alta colombara che conserva al secondo piano e a quello superiore le originali cornici poggiatoio per i colombi con i fori di ingresso ai loro ricoveri.
La costruzione è conclusa da una cornice in cotto con decorazioni quattro-cinquecentesche. La sovrasta un campanile a vela, elemento caratteristico delle antiche corti, per segnare i ritmi delle attività contadine. Attorno a questo nucleo padronale si sono progressivamente sviluppati gli edifici destinati alla conduzione dei campi, le case contadine, i porticati, i fienili, le cantine. Altro elemento caratteristico di questa corte e di molte altre nel Veneto, è il capitello edificato all’imboccatura della strada di accesso. Si tratta di una bella edicola, risalente con tutta probabilità al XVIII secolo; un tempo essa custodiva una statua in pietra di S. Vincenzo Ferreri, invocato contro la grandine.
Le spiagge

ZONA LA GUGLIA

Loc. Pacengo, Lazise

CA’ BOSCA

Loc. Ca' Bosca, Lazise

ZONA VIA MARRA

Via Marra, Lazise

ZONA ESPERIA

Lungolago Esperia, Lazise

• Cliccare su una spiaggia per evidenziarla sulla mappa
• Tutte le spiagge di Lazise
Dove mangiare
I dati pubblicati in questa pagina sono stati ricavati da elenchi pubblici in internet e pertanto potrebbero essere obsoleti o non aggiornati. PianetaVERONA declina ogni responsabilità per i dati pubblicati.
  
Legenda:
Agriturismo
Osteria
Pizzeria
Ristorante
Ristorante - Pizzeria
Trattoria
Trattoria - Pizzeria
Wine Bar
Dove dormire
I dati pubblicati in questa pagina sono stati ricavati da elenchi pubblici in internet e pertanto potrebbero essere obsoleti o non aggiornati. PianetaVERONA declina ogni responsabilità per i dati pubblicati.
     
scegliere i servizi...
Legenda:
Affittacamere
Agriturismo
Albergo
Appartamenti
Bed & Breakfast
Camping
Country house
Hotel
Residence
Ricettivo Sociale
Rifugio
Villaggio turistico